Nina
e Veronica
e il loro progetto ESC presso Aisling Project a Dublino
(settembre 2025 – luglio 2026)
Quale attività avete svolto principalmente durante il vostro progetto?
Nina: Ho svolto principalmente attività di educatrice di ragazzin* e adolescenti ad alto rischio di esclusione sociale, con molte mansioni legate alla predisposizione di uno spazio accogliente/ben arredato. Ho ideato e avviato un workshop di cucina italiana e in generale facilitato sia le attività quotidiane (boxing, pamper, barbering, free time), sia attività mirate 1 a 1 per valorizzare gli interessi e le potenzialità individuali. Successivamente ho svolto anche mansioni di ufficio (redazione di una domanda di donazione; ricerca di fondi; archivio/organizzazione dell’inventario; assistenza generale in ufficio).
Veronica: Durante il progetto, le attività che ho svolto principalmente riguardano la pulizia e il riordino del centro, nonché la preparazione delle attività prima
dell’arrivo dei bambini. Una volta arrivati i bambini al centro, i miei compiti consistono principalmente nella loro gestione negli spazi dedicati alle attività, nella partecipazione ai giochi insieme a loro e nel favorire l’inclusione di tutti i partecipanti, cercando di coinvolgere ogni bambino nelle attività proposte e incoraggiandone la partecipazione attiva.
In che modo, secondo te, hai dato il tuo contributo al progetto / alla organizzazione?
Nina: Penso di aver portato stabilità e affidabilità, nonché una visione decisamente diversa sull’inclusione delle giovani persone neurodivergenti all’interno del progetto. Ho creato relazioni di stima e fiducia reciproca con divers* utenti del centro, cercando di utilizzare la mia sensibilità per far sentire ogni teenager accolt* e ascoltat*; ho valorizzato le loro emozioni e messo sempre al centro il loro benessere, e spero di aver gettato il seme per un cambiamento positivo nel centro in cui ho svolto la maggior parte della mia attività.
Veronica: Il mio contributo è consistito nel portare la mia personalità espansiva e attiva, proponendomi nei momenti di gioco con i bambini e instaurando un buon rapporto con loro.
Cosa invece ti ha portato in termini di nuove competenze / conoscenze (quelli più importanti)?
Nina: Penso di aver sviluppato perlopiù competenze legate al riconoscimento dei miei diritti sul luogo di lavoro, e alle opportunità legate all’Unione Europea. Ho inoltre acquisito alcune conoscenze sparse, tra cui: alcuni meccanismi legati al funzionamento delle charities e del youth work in Irlanda; completamento del corso obbligatorio e di un workshop per l’pronto soccorso psico-emotivo, e per la tutela (istituzionale) dei minori da qualsiasi tipo di abuso (emotivo, fisico, sessuale, etc.).
Veronica: Ho sicuramente migliorato il mio inglese e ho imparato a gestire con maggiore professionalità il rapporto con i bambini, anche nei momenti in cui può risultare difficile.
Come hai vissuto la città, qualcosa che ti ha colpito in particolare nella vita Irlandese?
Nina: Ho fatto fatica a vivere la città soprattutto perché la socialità irlandese è molto difficile da penetrare – cosa che mi ha colpita particolarmente. Ho invece apprezzato particolarmente la compattezza, le dinamiche di mutuo supporto e il senso di unione della comunità di Ballymun, dove mi sono sentita accolta e salvaguardata nonostante gli stereotipi incredibilmente negativi sul quartiere.
Veronica: Dublino non è esattamente la mia città, ma ho trovato molti più lati positivi che negativi. Il clima è a volte frustrante, così come il problema diffuso della droga in città, che si riflette sulle condizioni di alcuni dublinesi che si incontrano per strada. La cosa che mi piace è che si tratta di una città in crescita, caratterizzata da una forte multiculturalità, da molti spazi verdi e da una buona scena di musica dal vivo, che si può apprezzare gustando una buona Guinness.
Questo progetto, ti ha cambiato secondo te? In che modo?
Nina: Mi ha cambiata perché sento di aver transizionato dall’essere una giovane adulta ad essere una donna, mostrandomi una forza e una resilienza interiori che non pensavo di avere – almeno non a questo livello. Ho conosciuto altr* migranti italian*, e anche nel nostro confronto ho rivalutato l’idea di poter vivere permanentemente ad una distanza significativa dai miei affetti. Ho anche inaspettatamente scoperto un lavoro che non avevo mai valutato ma mi piace molto, e che potrei seriamente rivalutare dopo la fine del mio dottorato a Barcellona.
Veronica: Non direi che il progetto mi abbia cambiato in modo radicale, ma mi ha sicuramente arricchita come esperienza di vita. Mi ha dato la possibilità di prendermi una pausa dalla vita frenetica che conduco in Italia e di riflettere sui miei obiettivi, su ciò che desidero fare in futuro e su come poterlo realizzare. Il progetto mi ha fatto capire che le barriere linguistiche possono essere superate se c’è pazienza e la volontà di costruire una relazione con gli altri.
Ora che hai finito il progetto, quali sono i tuoi piani?
Nina: Dovrei trasferirmi a Barcellona perché sono risultata vincitrice di una borsa di dottorato attinente al mio ambito. Mi piacerebbe anche trovare finanziamenti o opportunità per creare uno/più hub di confronto politico per la società civile, mediati in modo tale da favorire il dialogo tra gruppi politici, sociali, economici ed etnici diversi.
Veronica: Tornerò a Torino e proseguirò il mio percorso formativo, che includerà il tirocinio. Sono inoltre già stata selezionata per il servizio civile.
Il Video Nina e Veronica : No Need To Argue – Zombie – Cranberries
Ad entrambe : un grazie enorme per l’instancabile impegno, coraggio e allegria con i quali avete dato contributo alla comunità di Ballymun.









