Ciao Luca! Dove hai svolto il tuo Progetto ESC e di cosa ti sei occupato?
Questo progetto è stato molto vario ma il focus è stato sul lavoro a contatto con persone con disabilità fisiche e mentali. Ho fatto giardinaggio con un team di ragazzi con disabilità mentali, ho fatto attività di “one-to-one” con 2 ragazzi fantastici, Sven e Joost, con cui ho creato un forte legame nel tempo. Ho cucinato per una location dove vivono numerose persone con disabilità. Ho fatto l’assistente in una scuola di kickboxing per bambini e l’assistente in una scuola durante l’intervallo.
E il tempo libero, come te lo passavi?
Il mio tempo libero l’ho passato a girare sia la città, Rotterdam, che l’Olanda. Mi sono goduto ogni posto e ogni momento come se fosse l’ultimo. Ho cercato di capire una cultura diversa e l’ho apprezzata tanto.
Pensi che il progetto ti abbia cambiato e se si, come?
Si tantissimo, a livello di Mindset e a livello personale.
Ho vissuto in un paese straniero lontano da tutti, ho vissuto da solo per la prima volta. Ero un po’ un “esperimento” sia per me stesso che per loro, non avendo nessuna esperienza specifica in ambito sociale. È stato un salto nel buio ma si è rivelato una esperienza che mi ha cambiato davvero tanto. Ed è quello che speravo.
Per adattarmi ci è voluto una mentalità aperta, curiosità e voglia di ricevere più che di dare. Ho imparato che riuscire a relazionarti con persone con disabilità sia mentali che fisiche, che comunicano in modo completamente diverso, ci vuole una certa leggerezza e quindi apertura mentale. Una capacità che ti porti dietro in tutti gli ambiti della vita.
Ora che programmi hai?
Tornare a casa vedere se il Nuovo Luca fitta meglio nella vita che viveva prima, trovare un lavoro, andare a vivere da solo e poi il resto si vedrà e vivrà.
Consiglieresti ad altre persone un’esperienza ESC? Perché?
A tutti, per il semplice fatto che è una opportunità unica, e perché per me è stata la miglior esperienza della vita.
Grazie Luca, in bocca al lupo per i tuoi prossimi passi ..!









