Ciao Andrea! Di cosa ti sei occupato in questi mesi nel ruolo di un “Wildlife Rehabilitation Assistant” presso centro di riabilitazione di animali selvaggi?
In questi sei mesi (dal 01/5/2025 al 31/10/2025) in Belgio mi sono preso cura degli animali selvatici (principalmente uccelli) recuperati e portati al VOC di Oostende. In particolare, ho preparato la loro dieta, ho pulito le loro voliere e le loro piscine, ho aiutato il
personale a somministrare le cure mediche, ho monitorato le loro condizioni ed ho rilasciato in natura gli animali completamente riabilitati.
E nel tuo tempo libero?
Nel mio tempo libero ho visitato diverse località in Belgio (Nieuwpoort, Bruges, Gent, Bruxelles, Antwerpen, Leuven, Beernem), in Olanda (Amsterdam) e Francia (Wissant, Cap Blanc Nez). Conto di visitare anche qualche località di Germania e Lussemburgo. Sono stato a molti eventi organizzati nella mia città, come ad es. il Paulus Feesten, ed in altre, come il Gentse Feesten di Gent, il Borgerrio ed il Pride Festival di Antwerpen e il Pride Festival di Amsterdam. Sono andato a ballare, ho cucinato per le cene internazionali ed ho organizzato attività ludiche con i miei coinquilini/colleghi e con alcune delle persone conosciute all’On-arrival Training. Ho assaggiato la versione vegana delle specialità belga, sono andato al cinema e sono stato in sauna con le mie amiche. Ho studiato un pò di olandese, mi sono allenato e ho fatto birdwatching. HO VISTO LE FOCHE! Ho avuto qualche appuntamento e ho fatto un nuovo tattoo, un piccolo “Enjoy” sul petto, per ricordarmi di godere di ogni momento ed esperienza, sempre e comunque.
Questo progetto, ti ha cambiato secondo te? In che modo?
Si, penso che mi abbia cambiato. Incontrare persone di paesi diversi e con mentalità e culture diverse mi ha sicuramente arricchito e ha ampliato i miei orizzonti. Ha reso un’esperienza all’estero anche meno “spaventosa” da molti punti di vista e totalmente fattibile. Quindi mi ha sicuramente reso più adattabile, coraggioso e intraprendente.
Quali pensi che siano stati i punti di forza del tuo Progetto?
Mi sono trovato molto bene con il personale e con i volontari, ognuno di loro ha cercato di aiutarmi in ogni modo possibile quando ne avevo bisogno. Sono tutti molto gentili e disponibili. Quindi sicuramente l’atmosfera al centro è uno dei punti di forza. Il punto di forza secondo me principale è stato vivere nella stessa casa con altri volontari ESC ed altri tirocinanti. Abbiamo creato un gruppo molto affiatato (non con tutti chiaramente) e le esperienze che abbiamo condiviso sono state meravigliose. Trovo che rispetto ad altri progetti in cui si è in pochi e non si vive insieme questo sia un aspetto che fa la differenza!
Quali difficoltà hai dovuto affrontare?
Ho alle spalle esperienze lavorative e di volontariato con gli animali e so quanto possa essere impegnativo e estenuante questo tipo di lavoro, soprattutto durante la stagione estiva. Quindi penso che sia una buona idea selezionare
persone che hanno esperienza o formazione nell’ambito (le uniche persone che avevano background molto diversi hanno abbandonato precocemente e sono rimaste molto deluse dal progetto perché non avevano idea di cosa le aspettasse). Penso che un’altra buona idea possa essere iniziare il progetto in un periodo più tranquillo e/o puntare di più sulla formazione iniziale. I volontari arrivati in piena stagione sono stati seguiti il primo giorno ma dopodiché si pretendeva da loro autonomia. Inoltre credo che si possano organizzare più attività per i volontari.
C’è un’esperienza in particolare che vorresti ricordare?
Ce ne sono troppe! Una che sicuramente mi viene in mente è stata mangiare il gelato davanti ad uno dei tramonti più belli che abbia mai visto, dopo un turno serale intenso ma soddisfacente.
Ora che hai quasi finito il progetto, quali sono i tuoi piani?
Vorrei finire il mio percorso di studi in Biologia e poi fare qualche esperienza lavorativa all’estero, non necessariamente correlata al mio percorso. Mi piacerebbe conoscere meglio paesi come l’Olanda e la Germania, anche se il loro clima mi spaventa un pò. Sono innamorato anche di Spagna e Portogallo.
Consiglieresti ad altre persone un’esperienza ESC? Perché?
Assolutamente si. Avere l’opportunità di vivere in un altro paese europeo penso sia un esperienza preziosa, arricchente e di crescita ma soprattutto divertente ed avventurosa. Penso che ogni giovane europeo dovrebbe farlo.
Grazie Andrea, in bocca al lupo per le tue prossime avventure ..!









