Teresa ha svolto il suo progetto di volontariato ESC presso Don Bosco con sede a Rijswijk in Olanda, un’organizzazione che accoglie bambini e ragazzi durante la pausa a pranzo, dopo scuola e le vacanze scolastiche.
Dal 21/09/2024 al 20/07/2025
“Ciao Teresa, di cosa ti sei occupata in questo anno in Olanda, presso Don Bosco Rijswijk?
Durante la settimana le giornate erano suddivise principalmente in due attività. La mattina si preparava il pranzo per i bambini di una scuola a Rijswijk, successivamente ci si divideva per le classi e si stava con i bambini mentre mangiavano e giocavano. Dopo la pausa pranzo al Don Bosco c’era un meeting in cui si organizzava il pomeriggio. Infatti dalle 15 alle 17 giocavamo con i bambini che venivano da noi. Ogni giorno persone diverse preparavano il program, cioè pensavano e organizzavano i giochi. Dopodiché un momento di confronto su come era andata poi si metteva a posto, si puliva e la giornata finiva. Durante alcuni pomeriggi o alcune mattinate c’erano poi diverse attività come lavoretti per piccoli gruppi di bambini, svariati workshop e il corso di cucina. Io ho partecipato durante l’anno a un po’ tutte le tipologie.
“E nel tuo tempo libero?”
Tempo libero durante la settimana lavorativa ne avevo relativamente poco ma le attività che ho fatto sono state principalmente soprattutto nella seconda parte dell’anno preparare il mio “Personal project” * , leggere o fare sport. Durante i weekend era sempre diverso. Se si organizzava si andava a vedere qualche città o qualche museo, a volte ho girato anche da sola. Se il tempo invece non lo permetteva si stava anche insieme in casa.
“Questo progetto, ti ha cambiato secondo te? In che modo?”
Mi sento sicuramente diversa, un po’ cambiata dopo questi 10 mesi. Mi sento più consapevole di me, più sicura delle mie capacità. Ho scoperto quelli che sono i miei valori più
profondi, le mie credenze e principi. Mi sono confrontata e relazionata con persone nuove, diverse da me e questo mi è stato di grande aiuto per capirmi meglio e per comprendere quanto tutto quello in cui credo e che faccio sia frutto della mia storia, della mia cultura e dell’influenza della realtà in cui ho sempre vissuto. Anche il lavorare con i bambini mi è piaciuto e sento che mi ha aiutata e influenzato. Il fatto di riscoprire la parte giocosa di me e essere aperta e espansiva con loro è stato un passo fuori dalla mia comfort zone. Di passi fuori da essa ne ho fatti parecchi in questi mesi ed è proprio grazie a questo che mi sento più consapevole di me, più realizzata e più aperta mentalmente.
“Quali pensi che siano stati i punti di forza del tuo Progetto?”
La più grande opportunità che questo progetto mi ha dato secondo me è stato il fatto di potermi appunto relazionare con persone di diverse culture e credenze. Fino a prima di questo progetto le persone con cui mi confrontavo erano più o meno sempre le stesse. Stessa provenienze, stessa lingua, più o meno con storie simili. Qui invece sento di aver aperto la mente e allargato le prospettive su di me, sul mio futuro e sulla realtà che mi circonda. Altro punto che ho molto apprezzato sono cose pratiche, come l’essere vicino al centro città per cui se avevo bisogno di qualcosa qui ci sono una miriade di negozi a portata di mano. Mi è piaciuto usare tanto la bici e il fatto che qui è sicuro e ne incentivano l’uso. Ho apprezzato molto anche i trasporti pubblici in particolare i treni che ho sfruttato molto
“E quelli da migliorare?”
Dal mio punto di vista sono mancate attività sociali organizzate soprattutto nei primi mesi. In questo caso non so se fosse il Progetto a doversene fare carico o forse mi sarei dovuta mettere più in gioco io. Soprattutto all’inizio non conoscendo nessuno se non le persone al Don Bosco è stato un po’ difficile per me creare situazioni sociali e passare del tempo con altre persone.
“Ora che hai quasi finito il progetto, cosa sono i tuoi piani?”
Ero partita incerta sul mio futuro di studi e ora alla fine del progetto ho una mezza idea. Più che essere però sicura sul futuro devo dire di sentirmi più rilassata, ho ridimensionato il pensiero del “fare la scelta giusta a tutti i costi”. Ora sono più nella prospettiva del provo e vediamo se è la strada giusta per me. In questi mesi ho iniziato a lavorare su questo, al concentrarmi più sul presente ad apprezzarlo senza focalizzarmi troppo sui pensieri che mi mettevano molta pressione prima che partissi. Come appunto quello del scegliere l’università più giusta per me. Al momento sono iscritta a Informatica a Padova. Fortunatamente avevo già fatto un buon Tolc a luglio e sono entrata senza problemi
“C’è un’esperienza in particolare che vorresti ricordare?”
Credo che ricorderò sicuramente molte cose che ho vissuto in questi mesi, attività che ho fatto e persone che ho conosciuto. Forse un’esperienza in particolare che mi è proprio piaciuta è stato il training On Arrival. Il primo che abbiamo fatto, sia per gli argomenti e le attività svolte che per le persone che ho incontrato.
“Consiglieresti ad altre persone un’esperienza ESC? Perché?”
Si consiglio un’esperienza così. Non solo qui nei Paesi Bassi ma anche in altri luoghi d’Europa. L’essenziale è mettersi in gioco, uscire dalla vita quotidiana, dalle solite abitudini e cambiare completamente realtà in cui si è immersi. Credo che questi siano i punti per una vera esperienza significativa che ti cambia profondamente.
* Come “Personal project” Teresa ha creato un bellissimo video che racconta “La gente di Don Bosco”.

Grazie mille Teresa per questo tuo racconto! Un grande in bocca al lupo per il tuo dopo-ESC !
Il Team Porta Nuova Europa









