Giulia ha svolto il suo progetto di volontariato ESC presso l’organizzazione RATO – Associação para a Divulgação Cultural e Científica, un’organizzazione che sviluppa iniziative e progetti finalizzati all’inclusione sociale attraveso l’utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione
Portogallo 2025
La mia esperienza ESC è iniziata verso la fine di dicembre 2024, giusto in tempo per il capodanno a Lisbona! Si è poi conclusa all’inizio di luglio 2025.
Probabilmente e senza volerlo, questi mesi sono stati i migliori che potessi scegliere per passare del tempo in Portogallo. Ho avuto l’opportunità di vivere in prima persona alcune delle festività più importanti del posto: dal 25 aprile ai Santos Popolares di giugn
Almada, Lisbona e le zone circostanti
Dopo i festeggiamenti del nuovo anno, ho potuto esplorare con calma la zona in cui vivevo e, col passare del tempo, anche le città leggermente più lontane.
Durante i primi giorni io e i miei coinquilini abbiamo girato per la città di Almada, visitando i punti di interesse principali come il Cristo Rei, il centro del paese e la spiaggia in Costa de Caparica.
Nei mesi seguenti siamo riusciti a viaggiare anche in posti leggermente più lontani, tutti incredibilmente interessanti: il castello di Sesimbra e di quello di Sao Jorge, Boca do Inferno (in Cascais) e Nazaré.
Progetti e Workshops
Mentre esploravo il Portogallo, ho anche cominciato a lavorare nell’associazione e ho subito capito che il mio sarebbe stato un progetto molto variegato. Le attività che ho svolto sono state numerose e, spesso, molto diverse fra loro.
All’inizio il mio compito era creare video di spiegazione riguardanti il linguaggio di programmazione Java. Decidevo lo script, registravo lo schermo del computer dove mostravo gli esercizi (e nel frattempo spiegavo a voce) e infine editavo il tutto usando CapCut.
Oltre a questi, spesso mi univo a Nuno (il responsabile della parte comunicazione) per i workshops che teneva. Andavamo sia in scuole superiori che in centri comunitari, dove incontravamo adulti che volevano ampliare la loro conoscenza della tecnologia. Durante queste attività ho realizzato le reali condizioni di vita di chi viveva a sud del Tejo: la maggior parte delle persone vive in povertà, rendendo l’utilizzo di un computer una skill assolutamente non necessaria, per questo motivo a molti di loro servivano spiegazioni estremamente basilari sul suo funzionamento.
Dopo circa due mesi dall’inizio del progetto, io e un altro volontario slovacco abbiamo dovuto registrare un episodio del podcast “EuropaPodcast”, una serie di video che l’associazione dedica a chi partecipa all’ESC. Il mio compito era condurre l’intervista, e ammetto che si è rivelato molto più entusiasmante di quello che immaginavo. Alla fine la conversazione è proseguita in modo molto fluido e, almeno spero, siamo riusciti a renderla anche divertente per chi ci ascolterà.
Più o meno a metà dei sei mesi, ho cominciato un’attività mia personale: un workshop riguardo a Java in una scuola superiore di Corroios. Le lezioni erano su aspetti leggermente avanzati del linguaggio di programmazione: alla fine gli studenti sono riusciti a programmare un gioco Tic Tac Toe utilizzando un opponente AI (Minimax).
Nelle settimane seguenti (ovvero più o meno in maggio) ho svolto alcuni compiti semplici ma interessanti per conto di Rato. Dovevano produrre una grande quantità di portachiavi sia in legno che in plastica e per farlo bisognava utilizzare una stampante laser e una 3D. È stato decisamente stimolante poter imparare e far funzionare queste due macchine, sia per l’aspetto pratico che per il fatto di aver dovuto capire come creare i diversi file da mandare in stampa.
Nell’ultimo mese, infine, sono parzialmente ritornata al lavoro che svolgevo all’inizio. L’associazione voleva cominciare a creare video che potessero spiegare concetti più teorici (a differenza di istruzioni concrete come al solito) e mi hanno chiesto di avventurarmi nella loro produzione. Come per quelli che già facevo dovevo scrivere la scaletta dell’intera spiegazione, poi però venivo registrata e il montaggio spettava a chi di competenza (dato che si trattava di un lavoro leggermente più complicato dovendo unire più pezzi insieme).
Con quest’ultima sfida è finita la mia esperienza in Portogallo, opportunità che consiglio vivamente per chi ha bisogno di un momento di pausa o per chi vuole semplicemente esplorare un nuovo paese.
Grazie mille Giulia per questo tuo racconto! Un grande in bocca al lupo per il tuo dopo-ESC !
Il Team Porta Nuova Europa









